Italia. uno stato ambiguo!

cosa dire di questa cloaca di paese? cosa dire dei nostri politici?? cosa dire dei nostri mafiosi??? avrei una soluzione ma...

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Utente: emydvx
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un italiano stufo di questo stato italiano ipocrita e falso

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giovedì, 18 dicembre 2008

Furti durante le Feste: parte "Operazione Vicino" (in Svizzera)...band ch

Parte l'azione di prevenzione della polizia contro i furti nelle abitazioni  durante il periodo delle Feste. Si chiama "Operazione Vicino", terminerà l'11 gennaio ed è attualmente in corso nel Sottoceneri. L'obiettivo? Contrastare i furti nelle case, una delle principali sfide per la polizia. Le pattuglie del Reparto mobile sottoceneri della Cantonale, durante i giorni festivi, contatteranno i residenti in zone valutate particolarmente a rischio furti. Le persone riceveranno consigli per la protezione delle loro dimore e informazioni in merito alla collaborazione da fornire alle forze dell’ordine quando notano persone o veicoli sospetti.



I consigli alla popolazione


La polizia consiglia già alla popolazione alcune misure precise: per le case posare un’illuminazione esterna con sensori di presenza,  fissare con lucchetti o viti le grate dei pozzi luce, bloccare con dispositivi le maniglie delle finestre e delle porte finestre, installare un dispositivo antisollevamento per le tapparelle, proteggere il cilindro della serratura con la rosetta antistrappo e incaricare i vicini di casa di sorvegliare la propria abitazione durante periodi di assenza prolungati.

Quando si notano movimenti sospetti, si suggerisce di annotare i dati delle persone e dei veicoli presenti nelle zone residenziali (marca e modello del veicolo, numero di targa, colore, numero degli
occupanti, connotati delle persone), segnalare tempestivamente alla polizia le presenze sospette, evitare il contatto con gli intrusi ma cercare, se possibile, di non far fuggire i ladri.

<fonte:rtsi.ch>






ma se gli italiani giusto per "Responsabilità" vogliono seguire l'esempio, penso che sarebbe un passo in avanti per la civilita italiana...













suggerimenti utili: 

  • accertiamoci che la porta sia sicura (la scelta migliore è una porta blindata con lo spioncino),

  • le finestre è meglio che siano dotate di maniglie con serratura, cerniere ben salde e inferriate,

  • se è possibile installiamo un sistema di antifurto elettronico collegato con i numeri di emergenza,

  • non teniamo in casa grosse somme di denaro, gioielli e altri oggetti di valore. In caso contrario riponiamoli in una cassaforte che dovrebbe essere murata in un punto ben nascosto dell’appartamento,

  • se si è in casa mettere la catena di sicurezza alla porta e prima di aprire è bene guardare dallo spioncino per accertarsi dell’identità di chi è fuori,

  • se abbiamo bisogno di una copia delle chiavi di casa rivolgiamoci ad un ferramenta di fiducia ed evitiamo di scrivere nome ed indirizzo sul portachiavi,

  • dopo aver chiuso la porta, dall’interno, non lasciare mai le chiavi nel serratura,

  • se perdiamo le chiavi cambiamo subito la serratura,

  • non aprire la porta a sconosciuti anche se vestono un uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità,

  • non mandiamo i bambini ad aprire la porta,

  • anche se viviamo soli, sulla segreteria telefonica registriamo sempre il messaggio al plurale. La forma migliore è: “in questo momento non possiamo rispondere”,

  • quando usciamo di casa chiudiamo sempre la porta a chiave e non nascondiamo le chiavi all’esterno,

  • se ci si assenta per lunghi periodi, non farlo sapere ad estranei, ma informare i vicini, chiedendogli di tenere d’occhio l’abitazione,

  • non lasciamo detto sulla segreteria telefonica per quanto tempo saremo assenti,

  • non far accumulare la posta nella cassetta delle lettere, indica una prolungata assenza. Chiedere ai vicini di ritirarla,

  • se si ricevono spesso telefonate anonime, prestargli attenzione, potrebbe essere un modo per controllare quando in casa non c’è nessuno.


















Polizia Svizzera

siti:



polizia.ch

&

uffico federale polizia







Polizia Italia

siti:



polizia di stato.it

&

Ministero dell'interno



postato da: emydvx alle ore 18/12/2008 13:09 | link | commenti
categorie: casa, personale, sicurezza, persone, notte, giorno, polizia, ladri
giovedì, 18 settembre 2008

Alitalia muore...e nasce Cai

Forse è la scelta Giusta...per noi!!!!

Era inutile alla fine che rimaneva tutto uguale, con tutti questi privilegi (piloti alitalia che lavorano 500 ore contro le 650-700 dei colleghi Europei, uno stipendi di 4500-7600, e un 42-45 giorni di ferie al anno!!!) forse tutto questo era un po troppo!!!,  allora CHE FALLISCA e che i piloti vengano licenziati e si prendano quelli al estero, loro lavorono lo stesso con lo stipendio normale!, voi che cosa pensate???...
Dopo Air France esce di scena anche Cai nel futuro di Alitalia. La decisione della Cai di ritirare, dopo settimane di serrato confronto, l'offerta per l'ex compagnia di bandiera segna così solo l'ultimo atto di una difficile vicenda che si protrae, ormai, da quasi due anni. Da
quando cioè, nel dicembre del 2006, il Governo Prodi decise di cederne il controllo. Ecco le tappe principali degli ultimi 20 mesi.



  • 1 dicembre 2006 Il Consiglio dei ministri del Governo Prodi decide la cessione del controllo della compagnia.
  • 17 gennaio 2007. Decade Cda. L'aamministratore delegato Cimoli resta per l'ordinaria amministrazione.
  • 9 febbraio. Berardino Libonati è il nuovo presidente.
  • 13 febbraio. Cinque le cordate in gara per le offerte non vincolanti: AirOne di Carlo Toto con Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti M&C; Matlin Patterson Global, Advisers; Texas Pacific Europe; Unicredit Banca Mobiliare.
  • 17 luglio. AirOne è l'ultimo concorrente ancora in corsa:lascia la gara, che fallisce.
  • 31 luglio. Libonati lascia, Maurizio Prato presidente.
  • 30 agosto. Il cda vara un «piano di sopravvivenza» con esuberi, tagli di voli e ridimensionamento di Malpensa.
  • 25 settembre. Con Prato nuovo tentativo di cessione, tratta direttamente con i potenziali partner su mandato del Tesoro.
  • 21 dicembre. Il cda sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% del Tesoro.
  • 14 marzo. Air France-Klm presenta l'offerta. Dopo il sì diAlitalia e del Tesoro si va avanti nella messa a punto dell'operazione, aprendo anche il tavolo con i sindacati.
  • 18 marzo. Comincia tutta in salita la trattativa con i sindacati. In borsa il titolo perde quasi il 50% in due sedute.
  • 19 marzo. Spinetta annuncia che gli esuberi sono 2.100.Intanto la vicenda Alitalia entra nella campagna elettorale.
  • 20 marzo. Il leader del Pdl Silvio Berlusconi rilancia la cordata italiana con AirOne e Intesa, ma la banca smentisce.
  • 2 aprile. Non c'è accordo con i sindacati. Il numero uno Jean-Cyril Spinetta torna a Parigi: Air France si ritira.
  • 4 aprile. Berlusconi chiede che Alitalia resti italiana e promuove il progetto di una cordata tricolore.
  • 14 aprile. Pdl e Lega vincono le elezioni.
  • 22 aprile. Il governo uscente concede un prestito ponte da 300 milioni di euro per mantenere in vita la compagnia.
  • 30 maggio. Il governo assume il compito di individuare il nuovo proprietario. Advisor viene nominata Intesa Sanpaolo.
  • 4 giugno. Il titolo viene sospeso a piazza Affari.
  • 11 giugno. la Commissione Ue apre un'indagine sui 300 milioni del prestito-ponte ma non ne blocca l'utilizzo.
  • 26 agosto. Nasce la newco con i primi 16 soci, per dare vita alla Compagnia Aerea Italiana. Rocco Sabelli è l'amministratore delegato.
  • 28 agosto. Cdm vara modifica legge Marzano e commissariamento, Augusto Fantozzi indicato commissario della bad company.
  • 1 settembre. Fantozzi riceve l'offerta della Cai.
  • 4 settembre. Governo e sindacati trattano su Piano Fenice.
  • 8 settembre. Confronto Cai-sindacati entra nel vivo, ma piloti lasciano tavolo su contratto unico.
  • 10 settembre. Fantozzi comunica ai sindacati che, senza un accordo, avvierà subito la mobilità.
  • 12 settembre. Cai ferma il negoziato; non ci sono le condizioni per procedere nelle trattative.
  • 13 settembre. Fantozzi comunica ai sindacati l'avvio della cigs da lunedì e il rischio di stop di alcuni voli per mancanza di carburante. Berlusconi riavvia la trattativa.
  • 15 settembre. Sindacati a Palazzo Chigi per la firma accordo quadro; per assistenti e piloti è «carta straccia».
  • 17 settembre. Cai lancia l'ultimatum: o subito il via libera o ritiro dell'offerta.
  • 18 settembre. Sei sigle, tra cui quelle dei piloti, presentano una sorta di controproposta. Cai si riunisce in assemblea e delibera all'unanimità il ritiro dell'offerta.
lunedì, 15 settembre 2008

Alitalia, fattela fallire!...

E già, i sindacati beno o male hanno raggiunto un accrodo, e i piloti???, loro no loro non vogliono perdere i privilegi, super stipendi, etc, etc..., e voi che ne pensate???.

...che ne penso io?... ma chiudete alitalia, fattela fallire e che i dipendenti siano licenziati e si trovino un lavoro umile!!!.  e.... VERGONATEVI!!!, e i precari cosa devono dire?!?...

Alitalia, i sindacati soddisfatti ma i piloti protestano ancora...

Il salvataggio di Alitalia ha una speranza in più. Oggi, infatti, i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, attraverso la mediazione del Governo, hanno trovato un'intesa e  "condiviso" un accordo-quadro. L’accordo riguarda il piano industriale, soprattutto i livelli occupazionali che la nuova società ha intenzione di garantire, oltre agli impegni per la continuità di cargo e della cosiddetta manutenzione pesante. Ci sarebbe intesa pure su come ridisegnare la tutela del reddito dei lavoratori considerati in esubero e la loro ricollocazione produttiva. Nel dettaglio, dai contenuti dell'accordo quadro emerge che salgono da 11.500 a 12.500 le assunzioni previste nella nuova Alitalia (1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.650 fra operai, impiegati, quadri e dirigenti).
Il piano prevede anche una capitalizzazione iniziale di un miliardo insieme all'obiettivo di raggiungere il breakeven operativo in due anni. L'accordo conferma, inoltre, l'impegno alla stabilità dell'azionariato per cinque anni e l'obiettivo di un accordo con un partner internazionale che entri con una quota di minoranza a far parte della nuova società che gestirà Alitalia. Stasera il governo ha convocato per le 20 i sindacati dei dipendenti Alitalia a Palazzo Chigi per la firma dell’ accordo quadro. Ma se il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi si è detto “soddisfatto” per quella che definisce “una solida base di partenza per costruire il futuro della compagnia di bandiera”, non lo sono altrettanto le cinque sigle sindacali autonome che non partecipano alla trattativa. Sono proprio i sindacati e le  sigle autonome che rappresentano la maggior parte dei piloti e degli assistenti di volo (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl), a contestare “la scellerata messa in scena del sindacato confederale e del ministero del Lavoro tesa a produrre un documento precostituito da sottoporre alle rappresentanze indipendenti del gruppo Alitalia”. È “carta straccia” per la Sdl. Mentre per i piloti dell'Anpac è “molto grave la chiusura di un accordo senza aver coinvolto le sigle che rappresentano la grande maggioranza dei lavoratori del gruppo Alitalia”. L'Sdl, inoltre, ha affermato di non potere escludere, qualora venga ancora confermata la mancata convocazione delle sigle autonome, iniziative di protesta che potrebbero addirittura mettere a rischio l'operatività dei voli. Il coordinatore nazionale dell'Sld, Fabrizio Tomaselli, avverte: “Noi non abbiamo ricevuto nessuna convocazione, se non arriva vuol dire che i lavoratori alle otto faranno qualche altra cosa”. La notizia della convocazione limitata ai confederali è stata accolta con vivaci proteste anche dai lavoratori che presidiavano la sede del ministero del Lavoro in via Veneto e che poi si sono spostati in corteo verso piazza Montecitorio. “Buffoni, buffoni” hanno gridato a più riprese i manifestanti. Intanto,  la Cub Trasporti ha indetto uno sciopero di quattro ore (dalle 12 alle 16) di tutti i lavoratori del Gruppo Alitalia per mercoledì 17 settembre.

<fonte: libero>
domenica, 17 agosto 2008

Timbro io per Voi...

Licenziati 8 ferrovieri che non hanno timbrato personalmente il cartellino: una sanzione eccessiva

L’episodio che ha visto il licenziamento in tronco di 8 ferrovieri “pizzicati” a farsi timbrare il cartellino in anticipo sul termine dell’orario è una occasione per fare alcune riflessioni.

1) Che in Italia vengano da tempo immemorabile tollerate forme più o meno gravi di irregolarità, per non dire di illeciti, è cosa tristemente nota. Lo sprezzo delle regole è segno di furbizia, e solo i fessi si ostinano (per viltà? Per mancanza di creatività?) a rispettarle. Gli esempi sono davvero innumerevoli, da chi fa la spesa in orario d’ufficio a chi si dà malato e poi va a sciare, oppure partecipa a talk show in tv!!!

2) Che questi fenomeni determinino gravi danni per il buon funzionamento della società italiana è altrettanto vero: in termini di mancata produttività e di aumento dei costi a carico delle tasche di tutti noi sono milioni e milioni di euro. Si pensi solo alle perdite di tempo in coda presso sportelli a mezzo servizio, o, appunto, sui mezzi di trasporto pubblici dove la carenza di personale provoca guasti e soppressioni.

3) Spesso il corporativismo e la difesa dei privilegi di alcune categorie ha fatto sì che non si reprimessero sul nascere abusi e malcostumi che poi si sono trasformati in diritti acquisiti, neppure più percepiti come azioni illegittime.

4) Il concetto di Servizio Pubblico è stato avvilito e umiliato dall’uso clientelare che se ne è fatto per decenni e decenni. Anche qui non si contano i casi in cui la meritocrazia è stata piegata alla logica degli interessi di questo o quel potente, in tutti i settori. Assunzioni, ma anche avanzamenti di carriera, aumenti di stipendio, bonus, ecc. assegnati senza altro criterio che quello del fare un favore a Tizio o a Caio, di certo non hanno migliorato il clima interno nelle varie aziende pubbliche, né incrementato la produttività o migliorato il servizio ai cittadini, che poi è davvero l’unico vero scopo dei servizi pubblici.

5) In una frase, il mezzo (l’apparato pubblico) è diventato il fine, relegando completamente in secondo piano il vero obiettivo, ossia la buona, corretta ed efficiente amministrazione della cosa pubblica.

Detto tutto questo, Trenitalia, che non è certo una azienda che fa del rigore e della qualità del servizio nei confronti della clientela un punto di eccellenza, si ritrova invece ad applicare con implacabile severità una regola giusta in generale, ma assai spropositata nel caso particolare, e che suona assai più come un’azione di forza tanto per dimostrare che qualcosa, contro i fannulloni, si fa anche in ferrovia. Probabilmente, anzi certamente, alcuni giorni di sospensione dallo stipendio avrebbero avuto un effetto molto migliore evitando di mettere sulla strada delle famiglie. Probabilmente una migliore organizzazione delle risorse umane avrebbero evitato a quegli operai dei turni supplementari, e con essi l’impazienza di fare ritorno a casa anche sorvolando sull’orario di lavoro. Probabilmente se ci fossero più risorse sui binari e meno negli uffici, anche l’efficienza complessiva e la produttività di Trenitalia aumenterebbero.

Pur se non si possono giustificare mancanze come questa, che sono e rimangono gravi, è giusto tuttavia, a nostro giudizio, valutare il quadro generale della situazione, senza lasciarsi prendere da un clima “giustizialista” che ci porta al capo opposto del problema, senza mai arrivare all’equilibrio che deve ricercarsi nell’efficienza del servizio pubblico unita alla giusta salvaguardia e messa in valore delle persone che vi operano.
Le due cose vanno di pari passo, non vi può essere servizio pubblico efficiente e davvero in linea con le esigenze dei cittadini se a fornirlo sono persone demotivate e screditate agli occhi propri e della società. La risposta è solo questa, ridare dignità al servizio pubblico significa rimettere al centro un sistema di regole da tutti rispettate, e adeguate risorse il cui impiego vada a beneficio del servizio reso, la cui qualità, misurata sulla soddisfazione degli utenti, dev’essere d’ora in avanti il parametro fondamentale di giudizio.

postato da: emydvx alle ore 17/08/2008 06:11 | link | commenti (1)
categorie: casa, lavoro, servizio pubblico, fannulloni