Italia. uno stato ambiguo!

cosa dire di questa cloaca di paese? cosa dire dei nostri politici?? cosa dire dei nostri mafiosi??? avrei una soluzione ma...

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Utente: emydvx
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un italiano stufo di questo stato italiano ipocrita e falso

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lunedì, 12 gennaio 2009

emyattEurostar spezzato in due, il caso è chiuso: le FS avevano ragione...(strano?!?)

La perizia disposta dal pm ha stabilito che l’incidente del 14 luglio scorso non è stato causato da problemi di progettazione o manutenzione, ma dalla mancata disattivazione di uno speciale dispositivo di sicurezza da parte dei macchinisti. Disposta l’archiviazione del caso da parte della procura, che ha così re500iconosciuto la totale fondatezza delle spiegazioni diffuse dal Gruppo FS già nelle ore successive all’episodio.

Roma, 12 gennaio 2008

Si è chiuso con un’archiviazione disposta dalla procura e dal giudice per le indagini preliminari e con una perizia che esclude qualsiasi errore di progettazione o negligenza nella manutenzione il caso dell’Eurostar “spezzato in due” che fece grande rumore sulla stampa a luglio dello scorso anno.

Ora il provvedimento di giudice e pm, ma soprattutto la perizia disposta per esaminare la dinamica dell’incidente stabiliscono senza ombra di dubbio che le Ferrovie dello Stato avevano ragione fin dall’inizio nel sostenere che la rottura dell’Eurostar era avvenuta per un errore di manovra del personale e che l’incidente non poteva verificarsi in linea e avere conseguenze per i passeggeri.

Si chiude in questo modo un caso che aveva suscitato molte polemiche e alimentato un’assurda
attcampagna contro la pretesa mancanza di sicurezza sui treni Eurostar. Trenitalia aveva immediatamente precisato che l’inconveniente non avrebbe potuto, anche volendo, verificarsi in viaggio e che, in ogni caso, da quel momento in poi le procedure sarebbero state modificate per evitare la possibilità del ripetersi anche dell’errore umano. Il tempo ha dato ragione alla difesa orgogliosa delle FS di quell’incontestabile primato nella sicurezza riconosciuto, ormai da tempo, a livello internazionale.

<fonte:fsnews>
postato da: emydvx alle ore 12/01/2009 23:56 | link | commenti
categorie: politica, attualita, treni, orario, moretti, ferroviario, ferrovie, costi, av , fs , rfi , etr , cipolletta
venerdì, 09 gennaio 2009

emynewsPendolini: la Cisalpino corre ai ripari...

(9.1.09 - ore 21:07)     Il consiglio d'amministrazione della Cisalpino SA, alleanza 216661726_ba11403a30_bparitetica tra Trenitalia e FFS, ha deciso un investimento straordinario di 3 milioni di euro per la manutenzione dei convogli ad assetto variabile, talmente soggetti a guasti da essere stati sostituiti sulla tratta Basilea-Domodossola da treni tradizionali.

<fonte:rtsi>


Ritardi di ieri (giovedì 8 gennaio 2009)


     Ritardo (minuti)     

Treno    Da    A    Primo    Picco    Ultimo    Stato

CIS 12     [07:10] Milano     Lugano [08:09]     19     19     19     Giunto a destinazione

CIS 13     [07:01] Zürich     Firenze [14:15]     0     0     0     Soppresso

CIS 14     [09:10] Milano     Zürich [12:51]     21     28     28     Soppresso Bellinzona - Zürich HB

CIS 15     [09:01] Zürich     Milano [12:50]     0     0     0     Soppresso

CIS 18     [13:10] Milano     Zürich [16:51]     5     7     7     Giunto a destinazione

CIS 19     [13:09] Zürich     Milano [16:50]     41     41     39     Soppresso Zürich HB - Bellinzona

CIS 20     [15:10] Milano     Bellinzona [16:42]     19     19     14     Giunto a destinazione

CIS 21     [17:14] Bellinzona     Milano [18:50]     0     31     31     Valicato il confine

CIS 22     [17:10] Milano     Zürich [20:51]     0     0     0     Soppresso Chiasso - Zürich HB

CIS 23     [17:01] Zürich     Milano [20:50]     12     31     30     Valicato il confine

CIS 24     [15:54] Firenze     Zürich [22:51]     11     28     27     Giunto a destinazione

CIS 40     [16:25] Milano     Genéve [20:18]     21     22     15     Giunto a destinazione

CIS 42     [16:20] Venezia     Genève... [23:24]     39     41     35     Giunto a destinazione

CIS 158     [20:10] Milano     Lugano [21:09]     11     11     11     Giunto a destinazione



e il sig. moretti che ne pensa?


   

   


foto_morettiun disastro chiamato Cisalpino...


 LUGANO - Le disavventure del Cisalpino hanno toccato ieri sera un'altra delle sue punte più cipdrammatiche. Il treno Cisalpino 158 che partiva alle 19.10 da Milano ed era diretto a Zurigo è morto praticamente dopo 40 minuti di viaggio. Esattamente alla stazione di Chiasso. Un'ennesima odissea per i viaggiatori diretti a Zurigo, ma anche per molti ticinesi che avevano approfittato di una domenica di saldi milanesi per fare shopping. Per quest'ultimi il viaggio che sarebbe dovuto durare solamente un'ora, è praticamente durato il doppio: due ore. Il Cisalpino è arrivato a Chiasso con 20 minuti di ritardo e si è fermato alla stazione di confine per quasi 30 minuti, obbligando i passeggeri a scendere dal convoglio e a proseguire il viaggio a bordo di un treno regionale.

"Il capotreno ha riferito al microfono che a causa di un guasto il treno avrebbe ritardato la partenza di qualche minuto - ci racconta una signora - ma siamo rimasti fermi quasi mezzora. Ad un certo punto hanno spento pure la luce e siamo rimasti al buio".



Solo dopo 30 minuti di attesa è stato riferito che il Cisalpino non avrebbe potuto proseguire il viaggio, invitando di conseguenza i viaggiatori a scendere sul marciapiede del binario. Coloro che erano in viaggio fino a Lugano e Bellinzona sono stati fatti salire su un treno regionale. 470"Siamo arrivati a Lugano alle 21.10, anzichè alle 20.10 - si sono lamentati diversi viaggiatori - nessuno ci ha spiegato che tipo di guasto avesse subito il Cisalpino, ci hanno solo detto che dovevamo scendere  e che avremmo trovato un altro treno. È la seconda volta che ci capita. È capitato anche prima di Natale,  e a raccontarlo che a distanza di pochi giorni siamo rimasti due volte bloccati si fa fatica a crederci".



Non  è andata meglio nemmeno ad alcuni ragazzi italiani che abitano a Lucerna. Sono partiti domenica mattina da Lucerna  a destinazione di Milano, ma la loro disavventura è stata doppia: "Volevamo andare a Milano a fare shopping per la prima domenica di saldi, ma il treno delle 8.10 da Lucerna è arrivato a Milano con un'ora di ritardo. E ora  ancora problemi durante il viaggio di ritorno. Non sappiamo nemmeno più a che ora arriveremo a  casa".



Insomma la storia recente del Cisalpino, il treno che si presentava come il fiore all'occhiello delle ferrovie svizzere e italiane - si sta rivelando un vero disastro. Sul fronte italiano il malcontento cresce di giorno in giorno, un sentimento che ha coinvolto pienamente anche i viaggiatori svizzeri dopo che la galleria di base del Lötschberg - poco prima di Natale - è rimasta bloccata per due ore a causa di un treno Cisalpino rimasto in panne nella stazione di soccorso di Ferden (VS).



Un'insoddisfazione generale che ha generato i suoi frutti su Internet con la creazione di un sito battezzato "Cessoalpino", un sito non ufficiale e senza alcuna affiliazione "nato per pura curiosità e si prefigge unicamente di raccogliere, a scopo informativo, statistiche riguardanti i  ritardi registrati dai Cisalpino Pendolino, dagli ICE-T Zurigo-Stoccarda e dagli EC CIS sulla tratta elvetica".   




postato da: emydvx alle ore 09/01/2009 22:13 | link | commenti (1)
categorie: politica, attualita, treni, orario, moretti, ferroviario, ferrovie, costi, ticino, sbb , av , danni, fs , rfi , etr , ffs , cipolletta
mercoledì, 07 gennaio 2009

re-460-lokportraits-220429Chiasso, i posti a rischio alla stazione internazionale ...

Il sindaco di Chiasso Moreno Colombo ha inviato una lettera al direttore generale delle FFS Andreas Meyer per sottolineare la preoccupazione del comune e della regione sulle implicazioni della chiusura per tutto il 2009 della galleria ferroviaria Monte Olimpino 2. Secondo Moreno Colombo vi è il fondato timore di possibili soppressioni di posti di lavoro alla stazione internazionale di Chiasso in seguito alla prolungata chiusura della galleria, decisa da Trenitalia per consentire lo svolgimento di lavori di impermeabilizzazione e rivestimento del tunnel. La Monte Olimpino 2, dove passa il traffico merci, era già stata chiusa, a causa di infiltrazioni d’acqua, per diversi mesi nel 2003.

<fonte:rtsi>
postato da: emydvx alle ore 07/01/2009 13:08 | link | commenti
categorie: politica, attualita, treni, orario, moretti, ferroviario, ferrovie, costi, ticino, sbb , av , fs , rfi , etr , ffs , cipolletta
lunedì, 05 gennaio 2009

emyattLe FS? La ricetta con Cipolletta fa piangere...



L'alta velocità italiane arranca tra ritardi e cadute di linea, è costata il triplo che in Francia o in Spagna e il "Freccia Rossa", che vi porta (almeno in teoria) da Milano a Bologna triai 320 km all'ora, interesserà secondo varie stime non più del 5% dei viaggiatori italiani su una linea costata mediamente 32 milioni di euro al chilometro secondo la stessa Trenitalia (ma valutazioni indipendenti parlano 60,7 milioni di euro, contro i neppure 10 milioni di Francia, Spagna o Giappone per opere simili). Ma per le Ferrovie Italiane e i loro vertici, l'amministratore delegato Mauro Moretti e il presidente Innocenzo Cipolletta, restano un fiore all'occhiello. L'unico, con cui sperare di approdare a Piazza Affari, possibilmente dopo aver chiuso "un 2008 - fa sapere Cipolletta in sostanziale pareggio" (la perdita si sarebbe ridotta a 60 milioni di euro rispetto ai 409 del 2007 e al rosso da 2,11 miliardi del 2006, secondo quanto dichiarato dallo stesso Cipolletta). "Non abbiamo risolto tutti i problemi - concede, bontà sua, l'economista - ma siamo riusciti a risanare primaclrw1l'azienda e lanciare l''alta velocità" spiega il manager, dimenticandosi forse che di alta velocità si parla in Italia dal 1939, quando un ETR200 sulla tratta Firenze-Milano toccò l'allora ragguardevole velocità di 203 km/ora.



Di Tav, la famigerata (per i costi e i ritardi,
entrambi spropositati) società cui è stata affidata la "rinascita" dell'alta velocità italiana si parla invece dal 1991, dunque ben prima che il duo Cipolletta-Moretti assumesse la guida delle ex FS. Ma in questa fine d'anno di sorrisi e dichiarazioni fiduciose da parte di tutti e nelle quali la parola crisi non compare mai e le prospettive appaiono sempre radiose Cipolletta parla di possibile quotazione di Rfi, "perchè ha un conto economico che potrebbe essere già in utile se venissero eliminate alcune caratteristiche da rete pubblica".



Per dirla tutta, però, sarà vero che Rfi cioè Rete Ferroviaria Italiana ovvero la società (costituita il 1° luglio 2001, per rispondere alle direttive comunitarie, recepite dal governo italiano, che hanno decretato la separazione fra il gestore della Rete e il produttore dei servizi di trasporto) che amministra l'infrastruttura ferroviaria nazionale, è (potenzialmente) in nero, ma è controllata al 100% dal gruppo Ferrovie dello Stato. I cui bilanci non scoppiano ancora di salute.
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Qualcuno ricordi, infine, a Cipolletta che è a capo di un servizio pubblico, non di un'azienda privata magari da collocare quanto prima in Borsa per godere di pingui stock option e poi lasciar acquistare all'amico di turno, italiano possibilmente (ma con un "socio industriale di riferimento" estero già individuato così da rischiare quanto meno soldi possibili). Questo in fondo è un film che con Alitalia abbiamo visto e rivisto da almeno due anni sino a che le repliche hanno stancato il pubblico, di bis non se ne sente dunque bisogno. Mentre magari di avere un sistema di trasporto merci e passeggeri su rotaie efficiente e adeguato al XXI secolo, non solo per il 5% degli utenti, si sentirebbe maggiormente necessità.



(nb.: le foto degli interni sono di vagaoni svizzeri e austriaci, in italia dopo 2 giorni sarebbe tutto rovinato!)
postato da: emydvx alle ore 05/01/2009 11:07 | link | commenti
categorie: politica, attualita, treni, orario, moretti, ferroviario, ferrovie, costi, av , fs , rfi , etr , cipolletta
giovedì, 11 dicembre 2008

FSNEWS: Situazione meteo...6873

Le Ferrovie dello Stato hanno adottato, precauzionalmente, i più restrittivi protocolli per gestire in sicurezza la circolazione dei treni. Decisione che ha ridotto considerevolmente la velocità dei convogli. Particolarmente difficile anche il lavoro delle squadre di pronto intervento di FS.

Non sono mancati poi casi di alberi caduti per il forte vento sulla linea di alimentazione dei treni. Inoltre, i molti detriti depositatisi sui binari stanno rendendo difficoltoso il ritorno alla normalità del traffico ferroviario.

La circolazione dei treni è, comunque, proseguita con continuità anche se con tempi di viaggio superiori a quelli programmati, grazie alla tempestività con cui Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia (società del Gruppo FS) hanno attuato i piani predisposti per simili emergenze.

Le due Società stanno assistendo i passeggeri per alleviare i disagi.

Sono stati approntati anche collegamenti con autobus sostitutivi, i cui tempi di viaggio sono condizionati alla situazione del traffico stradale.



nuvoloniLazio: il maltempo rallenta la circolazione dei treni

L’eccezionale ondata di maltempo che sì è abbattuta sul Lazio dalle prime ore della mattina ha creato disagi anche al trasporto ferroviario (media/lunga percorrenza e regionale).

Le abbondanti piogge anche a carattere temporalesco, con valori di precipitazioni al di sopra della media stagionale, hanno provocato in coincidenza con l’intensità del traffico pendolare l’allagamento della sede ferroviaria. Particolarmente colpita è stata la linea Orte – Fiumicino Aeroporto (FR1) fra Settebagni e Roma Tiburtina.

Molto critica anche, per l’abbondante acqua caduta sulla zona, la situazione sulla linea Roma – Firenze “Direttissima” dove sono stati registrati consistenti ritardi per il traffico a media/lunga percorrenza.



Situazione che nelle prossime ore, in base alle condizioni meteorologiche, potrebbe peggiorare.








postato da: emydvx alle ore 11/12/2008 17:39 | link | commenti (1)
categorie: attualita, persone, pioggia, meteo, traffico, disagio, maltempo
giovedì, 13 novembre 2008

Austrian Airlines non è Alitalia!...

Austrian Airlines venduta a Lufthansa ...
i_logo_austrian
L'Austrian Airlines (AUA) sarà venduta alla Lufthansa, secondo quanto comunicato ufficialmente a Vienna dalla OEIAG. La holding pubblica, che detiene il 41,56% del capitale della compagnia di bandiera austriaca, ha infatti precisato che sta "conducendo colloqui conclusivi solo con il gruppo tedesco". La franco-olandese Air France-KLM e la russa S7 non rientrano quindi più tra le pretendenti. La compatibilità del procedimento con le norme dell'UE deve però essere convalidata da una perizia. L'AUA ha annunciato un buco da oltre un miliardo di euro, che lo Stato si è detto disposto a coprire per metà.
<fonte rtsi.ch>


AEREI: AUSTRIAN AIRLINES VENDUTA A LUFTHANSA...


Austrian Airlines sara' venduta a Lufthansa. Lo ha annunciato in via ufficiale la holding di stato che possiede il 41,6% della compagnia. L'aerolinea tedesca l'ha spuntata sulla russa S7 e su Air France-Klm, che hanno preferito non concretizzare il rispettivo interesse per Austrian. La holding statale OeIag ha riservato ad una fase successiva l'annuncio relativo al prezzo di vendita e gli altri particolari dell'accordo, che saranno finalizzati nelle prossime settimane. La compagnia austriaca soffre per un debito di oltre un miliardo di euro e bisognera' trovare una intesa sulla quota che sara' in carico a Lufthansa e su quella che si accollera' Vienna.

<fonte: repubblica.it>
postato da: emydvx alle ore 13/11/2008 19:19 | link | commenti
categorie: italia, politica, personaggi, attualita, alitalia, austria
domenica, 21 settembre 2008

islam nel E.I. ?!?...

cambiamanti nel esercito italiano.

non o parole per commentare questo articolo. Se volete commentare voi....

IRAN; AHMADINEJAD: PUNIREMO CHI COLPISCE NOSTRO PROGRAMMA...

ONU; APPELLO PAPA A POLITICI:URGENTI MISURE CONTRO FAME-POVERTA' 

 

 

Nabila, la prima soldatessa musulmana dell'Esercito italiano

"Spero di riuscire ad aiutare il mio Paese" racconta la 18enne 
 
Aosta, 18 set. (Apcom) - La prima donna musulmana che entra a far parte dell'Esercito italiano si chiama Nabila El Habachi: ha diciotto anni, è di origine marocchina, e' nata in Italia, e si trova in veste di volontaria in ferma prefissata di un anno presso la caserma Castello Cantore sulla collina di Aosta.
.
Tra poche settimane ricevera' il grado di caporale degli Alpini ma ha gia' le idee chiare su quello che vorrebbe fosse il suo futuro: "a tredici anni ho avuto come un'illuminazione - racconta - mio cugino è anche lui soldato, lavora in Francia con l'Unicef.
Mi sono innamorata di questo mestiere ed ho deciso di entrare anch'io nell'esercito del mio Paese".
Ultima dei dieci figli di un operaio che, dopo essersi trasferito quarant'anni fa in Italia, prima a Sarno, in provincia di Salerno e poi a Mozambano, in provincia di Mantova, e' rimasto invalido per un incidente sul lavoro, Nabila ha ricevuto sostegno dalla famiglia nell'intraprendere la carriera che per lei rappresenta la realizzazione di un sogno: "dopo la mia prima domanda mi sono trovata qui tra gli Alpini - continua - il lavoro e' quello di un soldato, uguale per tutti, maschi e femmine, e il rapporto con le colleghe è ottimo, ci si aiuta a vicenda: essere Alpini significa anche questo".
Non risente degli obblighi di digiuno e preghiera che per lei, musulmana, comporta questo mese dell'anno dedicato al Ramadan: "sono credente anche se non frequento sempre la moschea - spiega - e per quanto riguarda il non mangiare la carne di maiale, in mensa trovo sempre un'alternativa. Non mi aspettavo tutta questa attenzione nei miei confronti, spero che possa essere di aiuto ed esempio per altre ragazze di religioni e origini diverse. Mi auguro di poter aiutare il mio Paese grazie anche alla mia conoscenza della lingua e della cultura araba".
"Questa di Nabila e' una bella storia di integrazione - commenta il comandante del " Centro Addestramento Alpino", il generale Claudio Berto - a fronte di tante storie brutte che si sentono alla televisione o si leggono sui giornali. E' chiaro che lei si sente prima di tutto una cittadina italiana, e' ben inserita anche nel tessuto sociale esterno, e la sua aspirazione era proprio di fare il militare. Tutte le esigenze particolari che lei puo' avere vengono tenute nella giusta considerazione, anzi l'abbiamo più volte invitata a parlarne, se ci fosse qualche problema. In ogni caso l'Esercito e' fatto da persone ma anche da regole che permettono la perfetta integrazione di tutti: noi abbiamo la nostra disciplina e questa vale per tutti, per il generale come per il caporale, e questo la tutela in un certo modo anche il singolo. Il fatto che Nabila sia una donna, in questo momento, non rappresenta piu' una notizia perche' di personale femminile nelle forze armate ce n'e'. Tutte le ragazze che si sentono di poter fare questo lavoro io le vedo semplicemente come persone che possono portare esperienza, entusiasmo, intelligenza e voglia di fare".
VdA
<fonte: apcom.it>
postato da: emydvx alle ore 21/09/2008 18:15 | link | commenti
categorie: tristezza, attualita, austria, sconforto
giovedì, 18 settembre 2008

Alitalia muore...e nasce Cai

Forse è la scelta Giusta...per noi!!!!

Era inutile alla fine che rimaneva tutto uguale, con tutti questi privilegi (piloti alitalia che lavorano 500 ore contro le 650-700 dei colleghi Europei, uno stipendi di 4500-7600, e un 42-45 giorni di ferie al anno!!!) forse tutto questo era un po troppo!!!,  allora CHE FALLISCA e che i piloti vengano licenziati e si prendano quelli al estero, loro lavorono lo stesso con lo stipendio normale!, voi che cosa pensate???...
Dopo Air France esce di scena anche Cai nel futuro di Alitalia. La decisione della Cai di ritirare, dopo settimane di serrato confronto, l'offerta per l'ex compagnia di bandiera segna così solo l'ultimo atto di una difficile vicenda che si protrae, ormai, da quasi due anni. Da
quando cioè, nel dicembre del 2006, il Governo Prodi decise di cederne il controllo. Ecco le tappe principali degli ultimi 20 mesi.



  • 1 dicembre 2006 Il Consiglio dei ministri del Governo Prodi decide la cessione del controllo della compagnia.
  • 17 gennaio 2007. Decade Cda. L'aamministratore delegato Cimoli resta per l'ordinaria amministrazione.
  • 9 febbraio. Berardino Libonati è il nuovo presidente.
  • 13 febbraio. Cinque le cordate in gara per le offerte non vincolanti: AirOne di Carlo Toto con Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti M&C; Matlin Patterson Global, Advisers; Texas Pacific Europe; Unicredit Banca Mobiliare.
  • 17 luglio. AirOne è l'ultimo concorrente ancora in corsa:lascia la gara, che fallisce.
  • 31 luglio. Libonati lascia, Maurizio Prato presidente.
  • 30 agosto. Il cda vara un «piano di sopravvivenza» con esuberi, tagli di voli e ridimensionamento di Malpensa.
  • 25 settembre. Con Prato nuovo tentativo di cessione, tratta direttamente con i potenziali partner su mandato del Tesoro.
  • 21 dicembre. Il cda sceglie Air France-Klm per la trattativa in esclusiva per la cessione del 49,9% del Tesoro.
  • 14 marzo. Air France-Klm presenta l'offerta. Dopo il sì diAlitalia e del Tesoro si va avanti nella messa a punto dell'operazione, aprendo anche il tavolo con i sindacati.
  • 18 marzo. Comincia tutta in salita la trattativa con i sindacati. In borsa il titolo perde quasi il 50% in due sedute.
  • 19 marzo. Spinetta annuncia che gli esuberi sono 2.100.Intanto la vicenda Alitalia entra nella campagna elettorale.
  • 20 marzo. Il leader del Pdl Silvio Berlusconi rilancia la cordata italiana con AirOne e Intesa, ma la banca smentisce.
  • 2 aprile. Non c'è accordo con i sindacati. Il numero uno Jean-Cyril Spinetta torna a Parigi: Air France si ritira.
  • 4 aprile. Berlusconi chiede che Alitalia resti italiana e promuove il progetto di una cordata tricolore.
  • 14 aprile. Pdl e Lega vincono le elezioni.
  • 22 aprile. Il governo uscente concede un prestito ponte da 300 milioni di euro per mantenere in vita la compagnia.
  • 30 maggio. Il governo assume il compito di individuare il nuovo proprietario. Advisor viene nominata Intesa Sanpaolo.
  • 4 giugno. Il titolo viene sospeso a piazza Affari.
  • 11 giugno. la Commissione Ue apre un'indagine sui 300 milioni del prestito-ponte ma non ne blocca l'utilizzo.
  • 26 agosto. Nasce la newco con i primi 16 soci, per dare vita alla Compagnia Aerea Italiana. Rocco Sabelli è l'amministratore delegato.
  • 28 agosto. Cdm vara modifica legge Marzano e commissariamento, Augusto Fantozzi indicato commissario della bad company.
  • 1 settembre. Fantozzi riceve l'offerta della Cai.
  • 4 settembre. Governo e sindacati trattano su Piano Fenice.
  • 8 settembre. Confronto Cai-sindacati entra nel vivo, ma piloti lasciano tavolo su contratto unico.
  • 10 settembre. Fantozzi comunica ai sindacati che, senza un accordo, avvierà subito la mobilità.
  • 12 settembre. Cai ferma il negoziato; non ci sono le condizioni per procedere nelle trattative.
  • 13 settembre. Fantozzi comunica ai sindacati l'avvio della cigs da lunedì e il rischio di stop di alcuni voli per mancanza di carburante. Berlusconi riavvia la trattativa.
  • 15 settembre. Sindacati a Palazzo Chigi per la firma accordo quadro; per assistenti e piloti è «carta straccia».
  • 17 settembre. Cai lancia l'ultimatum: o subito il via libera o ritiro dell'offerta.
  • 18 settembre. Sei sigle, tra cui quelle dei piloti, presentano una sorta di controproposta. Cai si riunisce in assemblea e delibera all'unanimità il ritiro dell'offerta.
martedì, 16 settembre 2008

Famiglia ETR 4XX...ancora problemi!


FS: RSU-RLS,
ANCORA GRAVE AVARIA SU EUROSTAR VENEZIA-ROMA


Roma, 15 set. (Adnkronos) - «Ieri mattina il treno Eurostar 9391, Venezia-Roma, 'pendolinò ad alta etr480tcom-4velocità Etr 485/36, ha subito, in corsa, un grave guasto agli organi di trasmissione, analogo a quelli avvenuti nei mesi scorsi».
Lo rendono noto i delegati dell'Assemblea nazionale dei ferrovieri in merito «all'avaria meccanica, avvenuta ieri mattina intorno alle nove, nei pressi di
Orvieto, sulla direttissima Firenze-Roma». «Il guasto ha causato soltanto disagi, notevoli rallentamenti al traffico e la messa fuori uso del convoglio ma è un'avaria
potenzialmente molto pericolosa per la circolazione - spiegano i delegati -poichè si tratta di una rottura meccanica che potrebbe, come è già avvenuto, causare ben più gravi conseguenze. A seguito degli episodi analoghi accaduti recentemente -specificano i rappresentant i per la sicurezza - su nostra segnalazione l'Autorità giudiziaria aveva aperto una specifica inchiesta sequestrando un convoglio». «Siamo doppiamente preoccupati - concludono
i delegati - in primis per la sicurezza ma anche per l'atteggiamento aziendale, tenuto conto che proprio le dichiarazioni con cui sono stati resi noti all'opinione
etr500_4_1pubblica ed alla magistratura i precedenti incidenti e mancati incidenti agli Eurostar, sono state utilizzate come pretesto per licenziare il macchinista ed Rls Dante De Angelis. Chiediamo che l'azienda chiarisca al più presto quali siano le cause di questo guasto ricorrente e che adotti misure risolutive visto che quelle adottate fin'ora non hanno risolto la questione». (Adnkronos) 15-SET-08

<fonte: adnkronos.it - latalpa di milano>
lunedì, 15 settembre 2008

Alitalia, fattela fallire!...

E già, i sindacati beno o male hanno raggiunto un accrodo, e i piloti???, loro no loro non vogliono perdere i privilegi, super stipendi, etc, etc..., e voi che ne pensate???.

...che ne penso io?... ma chiudete alitalia, fattela fallire e che i dipendenti siano licenziati e si trovino un lavoro umile!!!.  e.... VERGONATEVI!!!, e i precari cosa devono dire?!?...

Alitalia, i sindacati soddisfatti ma i piloti protestano ancora...

Il salvataggio di Alitalia ha una speranza in più. Oggi, infatti, i sindacati Cgil, Cisl, Uil e Ugl, attraverso la mediazione del Governo, hanno trovato un'intesa e  "condiviso" un accordo-quadro. L’accordo riguarda il piano industriale, soprattutto i livelli occupazionali che la nuova società ha intenzione di garantire, oltre agli impegni per la continuità di cargo e della cosiddetta manutenzione pesante. Ci sarebbe intesa pure su come ridisegnare la tutela del reddito dei lavoratori considerati in esubero e la loro ricollocazione produttiva. Nel dettaglio, dai contenuti dell'accordo quadro emerge che salgono da 11.500 a 12.500 le assunzioni previste nella nuova Alitalia (1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7.650 fra operai, impiegati, quadri e dirigenti).
Il piano prevede anche una capitalizzazione iniziale di un miliardo insieme all'obiettivo di raggiungere il breakeven operativo in due anni. L'accordo conferma, inoltre, l'impegno alla stabilità dell'azionariato per cinque anni e l'obiettivo di un accordo con un partner internazionale che entri con una quota di minoranza a far parte della nuova società che gestirà Alitalia. Stasera il governo ha convocato per le 20 i sindacati dei dipendenti Alitalia a Palazzo Chigi per la firma dell’ accordo quadro. Ma se il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi si è detto “soddisfatto” per quella che definisce “una solida base di partenza per costruire il futuro della compagnia di bandiera”, non lo sono altrettanto le cinque sigle sindacali autonome che non partecipano alla trattativa. Sono proprio i sindacati e le  sigle autonome che rappresentano la maggior parte dei piloti e degli assistenti di volo (Anpac, Up, Avia, Anpav e Sdl), a contestare “la scellerata messa in scena del sindacato confederale e del ministero del Lavoro tesa a produrre un documento precostituito da sottoporre alle rappresentanze indipendenti del gruppo Alitalia”. È “carta straccia” per la Sdl. Mentre per i piloti dell'Anpac è “molto grave la chiusura di un accordo senza aver coinvolto le sigle che rappresentano la grande maggioranza dei lavoratori del gruppo Alitalia”. L'Sdl, inoltre, ha affermato di non potere escludere, qualora venga ancora confermata la mancata convocazione delle sigle autonome, iniziative di protesta che potrebbero addirittura mettere a rischio l'operatività dei voli. Il coordinatore nazionale dell'Sld, Fabrizio Tomaselli, avverte: “Noi non abbiamo ricevuto nessuna convocazione, se non arriva vuol dire che i lavoratori alle otto faranno qualche altra cosa”. La notizia della convocazione limitata ai confederali è stata accolta con vivaci proteste anche dai lavoratori che presidiavano la sede del ministero del Lavoro in via Veneto e che poi si sono spostati in corteo verso piazza Montecitorio. “Buffoni, buffoni” hanno gridato a più riprese i manifestanti. Intanto,  la Cub Trasporti ha indetto uno sciopero di quattro ore (dalle 12 alle 16) di tutti i lavoratori del Gruppo Alitalia per mercoledì 17 settembre.

<fonte: libero>
sabato, 13 settembre 2008

Voli e..... soggiorni...

(e i sindacati di tutto questa cosa hanno fatto?!?, ora pagate le conseguenze!!!), Politici, manager, calciatori. La saga della compagnia. Anche una commissione a 8 per scegliere i nomi degli aerei...... sindacati, siete comici...

Il volo Roma-Albenga e i soggiorni degli equipaggi al Lido di Venezia

Trucchi e segreti della casta volante

ROMA — C'era una volta una compagnia aerea che perdeva 25 mila euro l'anno per ognuno dei suoi dipendenti. Che aveva 5 (cinque) aerei cargo sui quali si alternavano 135 (centotrentacinque) piloti. Che arrivò ad avere un consiglio di amministrazione composto di 17 poltrone: tre per i sindacalisti e una assegnata, chissà perché, al Provveditore generale dello Stato, l'uomo incaricato di comprare le matite, le lampadine e le sedie dei ministeri.
Che istituì perfino una commissione di otto persone per decidere i nomi da dare agli aeroplani: e si possono immaginare i dibattiti fra i sostenitori di Caravaggio e quelli di Agnolo Bronzino. Che in vent'anni cambiò dieci capi azienda, nessuno uscito di scena alla scadenza naturale del suo mandato. E che negli ultimi dieci anni ha scavato una voragine di tre miliardi chiudendo un solo bilancio in utile, ma unicamente grazie a una gigantesca penale che i preveggenti olandesi della Klm preferirono pagare pur di liberarsi dal suo abbraccio mortale.
C'era una volta, appunto.
Perché una cosa sola, mentre scade l'ultimatum di Augusto Fantozzi, è certa: quella Alitalia lì non c'è più. La corsa disperata di cui parlò Tommaso Padoa-Schioppa quando ancora confidava di poter passare la patata bollente ad Air France, dicendo di sentirsi come «il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per portare il malato nell'unica clinica che si è dichiarata diposta ad accettarlo», è comunque finita. E con quell'ultimo viaggio, fallito in modo drammatico, si è chiusa un'epoca. Con un solo rammarico: che la parola fine doveva essere scritta molti anni prima. Se soltanto i politici l'avessero voluto.
Già, i politici. Ricordate Giuseppe Bonomi?
Politico forse sui generis, leghista e oggi presidente della Sea, ora ha chiesto all'Alitalia 1,2 miliardi di euro di danni perché la compagnia ha deciso di lasciare l'aeroporto di Malpensa. Anche lui è stato presidente dell'Alitalia: durante la sua presidenza la compagnia prossima ad essere «tecnicamente in bancarotta», per usare le parole del capo della Emirates, Ahmed bin Saeed Al-Maktoum, sponsorizzò generosamente i concorsi ippici di Assago e piazza di Siena. Alle quali Bonomi, provetto cavallerizzo, partecipò come concorrente. Ma senza portare a casa una medaglia. Ritorno d'immagine? Boh.
E ricordate Luigi Martini? Ex calciatore della Lazio
, protagonista dello storico scudetto del 1974, chiusa la carriera sportiva diventò pilota dell'Alitalia. Poi parlamentare e responsabile trasporti di Alleanza nazionale: ma senza smettere mai di volare. Per conservare il brevetto gli fu concesso di mantenere anche grado e stipendio. Faceva tre decolli e tre atterraggi ogni 90 giorni, quando gli impegni politici lo consentivano, pilotando aerei di linea con 160 passeggeri a bordo. Inconsapevoli, probabilmente, che alla cloche c'era nientemeno che un parlamentare in carica. Questa sì che era degna di chiamarsi italianità. In quale altro Paese sarebbe stato possibile?
Domanda legittima anche a proposito di quello che accadde nel 2002
, quando con la benedizione di Claudio Scajola venne istituita una linea quotidiana Alitalia fra Fiumicino e Villanova D'Albenga, collegio elettorale dell'allora ministro dell'Interno. Numero massimo di passeggeri, denunciò il rifondarolo Luigi Malabarba, diciotto. Dimesso il ministro, fu dimessa anche la linea. Ripristinato il ministro, come responsabile dell'Attuazione del programma, fu ripristinato pure il volo: in quel caso da Air One, con contributi pubblici. Volo successivamente abolito dopo la fine del precedente governo Berlusconi e quindi ora, si legge sui giornali, riesumato per la terza volta.

Ma politici e flap in Italia hanno sempre rappresentato un connubio spettacolare. Lo sapevano bene i 9 sindacati dell'Alitalia, che non a caso nei momenti critici, ha raccontato al Corriere Luigi Angeletti, regolarmente pretendevano di avere al tavolo il governo, delegittimando la controparte naturale, cioè l'amministratore delegato. E i ministri regolarmente si calavano le braghe. Forse questo spiega perché mentre tutte le compagnie straniere, alle prese con le crisi, tagliavano il personale e riducevano i costi, all'Alitalia accadeva il contrario.
Nel 1991, dopo la guerra del Golfo, si decisero 2.600 prepensionamenti
. Poi arrivò Roberto Schisano, che diede un'altra strizzatina, e i dipendenti scesero nel 1995 a 19.366. Armato di buone intenzioni, Domenico Cempella nel 1996 li portò a 18.850. Nel 1998 però erano già risaliti a 19.683. L'anno dopo a 20.770. E nel 2001, l'anno dell'attentato alle Torri gemelle di New York, si arrivò a 23.478. Poi ci si stupì che per 14 anni, fino al 1999, fosse stato tenuto in vita a Città del Messico, come denunciò l'Espresso, un ufficio dell'Alitalia con 15 dipendenti, nonostante gli aerei avessero smesso di atterrare lì nel lontano 1985. Come ci si stupì che gli equipaggi in transito a Venezia venissero fatti alloggiare nel lussuoso Hotel Des Bains del Lido, con trasferimento in motoscafo. O che per un intero anno (il 2005) la compagnia avesse preso in affitto 600 stanze d'albergo, quasi sempre vuote, nei dintorni dell'aeroporto, per gli equipaggi composti da dipendenti con residenza a Roma ma luogo di lavoro a Malpensa. Per non parlare della guerra sui lettini per il riposo del personale di bordo montati sui Jumbo, al termine della quale 350 piloti portarono a casa una indennità di 1.800 euro al mese anche se il lettino loro ce l'avevano. O dell'incredibile numero di dipendenti all'ufficio paghe del personale navigante, che aveva raggiunto 89 unità. Incredibile soltanto per chi non sa che gli stipendi arrivavano a contare 505 voci diverse.

Tutto questo ora appartiene al passato. Prossimo o remoto, comunque al passato. Della futura Alitalia, per ora, si conosce soltanto il promotore: Compagnia aerea italiana, Cai, stesso acronimo di un'altra Cai, la Compagnia aeronautica italiana, la società che gestisce la flotta dei servizi segreti. E le cui azioni, per una curiosa e assolutamente casuale coincidenza, sono custodite nella SanPaolo fiduciaria, del gruppo bancario Intesa SanPaolo, lo stesso che supporta la cordata italiana per l'Alitalia.
<fonte: rcs.it-Sergio Rizzo>
postato da: emydvx alle ore 13/09/2008 06:23 | link | commenti
categorie: attualita, gratis, aereo, alitalia, 2008, casta, ausiliari
giovedì, 11 settembre 2008

No Comment......


il problema zecche nei treni... e non solo!

e solo un video...
martedì, 09 settembre 2008

un santo chiamato carlo giuliani...

di proposito non metto la maiuscola sul nome di questo individuo, visto che tutti lo definiscono un santo, buono con tutti, SOBRIO, etc, etc, etc....

LA RELAZIONE DELL’AUTOPSIA SUL CORPO DI CARLO GIULIANI
PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI GENOVA
Proc. n. 13021/01121 (Fonte: Internet)

FEGATO: (...) Quadro complessivo di epatite cronica persistente con focali segni di attività.
(...)
4) I DATI DEGLI ESAMI CHIMICO-TOSSICOLOGICI
(...)  risulta che nel sangue di Carlo Giuliani fossero esclusivamente presenti tracce di Metadone. Non si riscontrava invece la presenza di eroina, cocaina, anfetamine, barbiturici, benzodiazepinici ed alcool.
(...)
I complementari esami istologici, (...), dimostravano quadro complessivo di epatite cronica persistente, con focali segni di attività.
Gli esami chimico-tossicologici evidenziavano la presenza di metadone in tracce nel sangue del soggetto.

complimenti anche al nostro parlamento dove hanno dedicato una sala a questo individuo!!!

non vado oltre perche inizierei ad essere troppo cattivo..... EmyDvx.
martedì, 19 agosto 2008

FERROVIE CH

Accoltellamento alla stazione di Ponte Chiasso

In gravi condizioni ferroviere italiano

Vi sono forse motivi passionali dietro al ferimento grave di un ferroviere italiano alla stazione internazionale a Ponte Chiasso. Il fatto è successo questa mattina all’alba.

L’uomo, di 45 anni, è stato raggiunto alle spalle da una coltellata infertagli da un collega quarantenne che gli avrebbe dovuto dare il cambio. A chiamare i soccorsi è stato lo stesso aggressore, poi rinchiuso al carcere del Bassone con l'accusa di tentato omicidio..Il ferroviere ferito è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La prognosi è riservata. La polizia sta ancora cercando il coltello che l’aggressore dice di aver gettato in un cantiere della zona.

(fonte: rtsi.ch)

postato da: emydvx alle ore 19/08/2008 18:53 | link | commenti
categorie: italia, lavoro, attualita, treno, treni, incidente, ticino, confine, ch
domenica, 10 agosto 2008

Autostrada Svizzera St. Gottardo

Ecco comi si risolvono i problemi oltre i nostri confini, non si attende che succeda un STRAGE (7 morti A4)!!!.
I politici si tirano su le maniche e si danno da fare senza tanto discussioni inutili come sovente succede il questa italieta..., In Svizzera  non ci sono i politici come in italia che pensano ai propri interessi!!!. In Svizzera ci sara pure una casta (mi auguro di no) ma almeno fanno qualcosa per il POPOLO!!!!!
vi posto l'articolo apparso su RTSI.

Raddoppio del tunnel del San Gottardo

Secondo un sondaggio lo vorrebbe la metà degli svizzeri

10.08.2008, 13:05 | Quasi metà degli Svizzeri è favorevole al raddoppio del tunnel del san Gottardo. Lo afferma un’inchiesta realizzata dall'istituto di ricerca Isopublic di zurigo e pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung. Secondo lo studio, il 47% degli interpellati sarebbe d’accordo ad aprire una seconda galleria autostradale. Contrario il 36%, indeciso il rimanente 17%.

Intanto l'Iniziativa delle alpi afferma di non dare molto peso a questo sondaggio, per l'esiguità del campione intervistato (500 persone) e per il fatto che non siano stati interpellati i ticinesi. La volontà popolare, d'altra parte, è gia stata espressa nel 2004, ha ricordato l'associazione ai microfoni della RSI. Nel 2004 infatti il 62% del popolo svizzero aveva respinto l'iniziativa "Avanti!" per il raddoppio della galleria.

Il consigliere nazionale UDC Ulrich Giezendanner, commentando l'inchiesta sulla SonntagsZeitung, ritiene che oggi gli elvetici favorevoli sono aumentati, perché "le colonne diventano sempre più lunghe e frequenti, e in secondo luogo la Confederazione ha fatto credere troppo a lungo che avrebbe avuto luogo un trasferimento del traffico". Di diverso avviso il consigliere nazionale socialista e rappresentante dell'Inziativa delle alpi Andrea Hämmerle. Le attuali colonne potrebbero effettivamente essere il motivo del cambio di opinione, ha affermato, ma "non appena vengono presentati argomenti seri, non c'è piu traccia di maggioranze popolari".

Intanto dal Ticino il presidente del consiglio di Stato Marco Borradori si inquieta per gli ulteriori problemi viari che potrebbero derivare dai lavori di risanamento della galleria, previsti per il 2020. "È per noi fondamentale che il tunnel resti aperto almeno parzialmente", ha dichiarato al domenicale il responsabile del Dipartimento del territorio. 
Video low TG 12:30 del 10 agosto: il servizio

e in questo momento abbiamo una Salerno Reggio calabria ancora da finire, e una Venezia Trieste al collasso!!!!

Grazie Politici Italiani... continuate a fare i vostri interessi.... , finchè queste tragedie non vi toccano da vicino!!!  voi ve ne fregate.

FERROVIE ITALIANE, nuovi problemi

Perchè in italiale  ferrovie italiane (rfi-trenitali)   sono arrivate a essere uguali a quelle del terzo mondo (senza offesa al terzo mondo!) . ETR450 -4xx con problemi strutturali SERI, per non parlare di mancanza di Locomotive che abbiamo in questo paese, tanto che non si riesce neanche a fermarne una per una semplice manutenzione!!!! e poi vedi in Austria e Svizzera locomotive in Doppia!!!!! , ora vi posto una e-mail che mi è arrivata da un gruppo di ferrovieri e che mettono in evidenza il grave problema della SICUREZZA su questi treni.
basta vedere in Austria, Germania e Svizzera per vedere quante locomotive "taurus" hanno nel parco macchine!!!




per non parlare il casino che fanno i macchiniste per non accettare di lavorare da soli (come succede oltre frontiera, una locomotiva = 1 macchinista che guida e BASTA!) ....forse ci sono interessi o solo che non ABBIAMO LA TECNOLOGIA??? scriverò un post prossimamente.

(ecco la lettera spedita ai vari uffici)

Al Ministro dei Trasporti, Altero Matteoli
All'AD delle FS, Mauro Moretti
E, p.c. Alle Segreterie nazionali
Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Fast, Orsa CUb, SdL


Onorevole Ministro, egregio amministratore delegato, siamo un gruppo di lavoratori di Trenitalia, Rappresentanti per laSicurezza, (RLS) giunti alla determinazione di scriverVi a seguito dei numerosi e gravi inconvenienti
avvenuti negli ultimi mesi che hanno evidenziato seri problemi di sicurezza nel trasporto ferroviario.
Una delle questioni più spinose resta quella delle "porte killer" dei treni che continuano a causare incidenti, spesso con danni alle persone, qualche volta,
purtroppo, addirittura con esiti tragici per i viaggiatori e ferrovieri.
Altro tema rilevante è la situazione degli ETR, interessati recentemente da inconvenienti potenzialmente molto gravi, come la perdita del tetto di una loco motiva in velocità al treno 9437 sulla direttissima Roma Firenze il
5 aprile scorso, la vicenda dell'Eurostar 9427 Milano-Roma spezzatosi in due tronconi la mattina del 14 luglio pochi minuti prima di entrare in servizio e quella, del tutto analoga, dell'Eurostar 9452 la sera del 22, subito dopo la
fine del servizio. Fatti che solo per circostanze fortuite non hanno causato conseguenze ben più gravi.
La mattina del 29 luglio, in galleria nei pressi di Salerno si è spezzato ancora un treno, fortunatamente merci.
Seppur le due parti grazie al "freno continuo" si sono fermate autonomamente bloccando "solo" la circolazione, senza compromettere la sicurezza, si è dimostrato che - contrariamente a quanto dichiarato nei giorni scorsi
dall'azienda a seguito degli episodi di Milano - i treni possono purtroppo spezzarsi anche in marcia in presenza di sollecitazioni improprie e problemi agli organi di aggancio e/o del freno.
Negli ultimi mesi, abbiamo messo in evidenz a e segnalato all'azienda, a tutti i livelli, dall'amministratore delegato ai dirigenti territoriali, questi problemi riguardanti gli Etr e relativi anche a manutenzione, controlli sulla
manutenzione e usura. Purtroppo non abbiamo ancora ricevuto alcuna chiamata dai vertici aziendali, ma confidiamo che nei prossimi giorni ci spieghino cosa sta succedendo a questi treni che, utilizzati al massimo del servizio, sono
oltremodo sfruttati e necessiterebbero quindi di un supplemento di attenzione.
L'ultima volta che siamo riusciti a strappare con i denti una riunione su questi temi con i dirigenti, infatti, è stato per una serie di incidenti ai motori ed agli organi meccanici dei pendolini 480; ma solo a seguito dell'iniziativa di autotutela di riduzione di velocità e dell'intervento dell'Autorità Giudiziaria.
Con riferimento agli ETR spezzati nella stazione di Milano non possiamo accettare che la responsabilità sia scaricata, come al solito, su un errore umano dell'ul timo
operatore, cioè il macchinista. Essa è della cabina di comando e di responsabilità poiché gli Etr 500 possiedono comandi completamente elettronici ed è
inaccettabile che, anche in presenza di un errore di manovra o una disattenzione, possa accadere quello che è successo: lo affermiamo sulla base della nostra conoscenza diretta del lavoro sui treni. Noi abbiamo il dovere di vagliare ogni
ipotesi anche quella dell'usura o del deficit di manutenzione o di progettazione.
Se come dichiarato dall'azienda, l'unica causa sarebbe stata la frenatura d'urgenza comandata dall'apparecchiatura di sicurezza SCMT della locomotiva di
coda si porrebbero inquietanti interrogativi sulla funzione stessa di queste nuove apparecchiature inserite su treni già in esercizio senza verificarne preventivamente la compatibilità.
C'è amarezza nella categoria perché si parla tanto di sicurezza sui treni e sul lavoro, ma abbiamo la sensazione che chi sui treni non ci lavora, non abbi a la percezione della reali condizioni in cui sono. Noi cerchiamo sempre
prima un approccio collaborativo con l'azienda, ma quando i dirigenti non rispondono alle nostre richieste, siamo costretti a fare segnalazioni agli Organismi di vigilanza, alle procure e all'opinione pubblica, come è avvenuto per
le 'porte killer'.
In ogni caso non possiamo tollerare che, invece di prendere in seria considerazione le segnalazioni dei RLS ed affrontare i problemi, la risposta aziendale sia elusiva nel merito e minacciosa nel metodo. Anche tenuto conto
dell'incomprensibile rinvio a data da destinarsi dell'incontro sindacale programmato proprio sul tema dei treni spezzati.
La contestazione disciplinare emessa per le dichiarazioni del RLS riguardo agli spezzamenti degli ETR a Milano, ha tutto il sapore di un atto intimidatorio nei confronti di chi si è solo fatto portavoce del pensiero e delle convinzioni di tutti noi, così pure come quelle emesse a carico dei ferrovieri che hanno richiesto la riparazione del "controllo porte chiuse" prima della partenza.
Facciamo appello a Voi affinché possa aprirsi con i RLS, anche in Trenitalia, un dialogo costruttivo, nel rispetto dei ruoli e nell'interesse della sicurezza dei lavoratori e degli utenti di un servizio pubblico di interesse generale
quale è il nostro.

Roma, 8 agosto 2008
Distinti saluti

Per i Rappresentanti per la Sicurezza dei Lavoratori:
xxx,xxx xxx,xxxx xxxx,xxxx xxxxx,xxxxx
i nomi sono stati tolti, ma chi volesse informazioni sarò lieto di darli in privato


FERROVIE: SI SPEZZA UN ALTRO TRENO, RLS SCRIVONO A MATTEOLI

(AGI) - Roma, 8 ago.- Un treno merci in marcia si è spezzato in due mentre attraversava una galleria. Ne da' notizia un gruppo di
quindici Rappresent anti per la sicurezza (RLS) di Trenitalia che, preoccupati dal ripetersi di episodi di questo tipo, lancia l'allarme e scrive al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, all'amministratore delegato delle FS, Mauro Moretti ed ai sindacati.
"La mattina del 29 luglio, in galleria nei pressi di Salerno - scrivono i delegati - si e' spezzato ancora un treno, fortunatamente merci, il 58322 proveniente da sud... Le due parti grazie al 'freno continuo' si sono fermate autonomamente bloccando solo la circolazione, senza compromettere la sicurezza. Negli ultimi mesi - si legge nella lettera - abbiamo segnalato all'azienda, a tutti i livelli, dall'amministratore delegato ai dirigenti territoriali, diversi problemi riguardanti gli Etr e relativi anche a manutenzione, controlli e usura. Purtroppo non abbiamo ancora ricevuto alcuna chiamata dai vertici. Non possiamo accettare, come accaduto per i due Eurostar spezzati a Milano il 14 e 22 luglio scorso, che la responsabilita' sia scaric ata, come al solito, su un errore umano" del macchinista poiche', in realtà , "gli Etr 500 possiedono comandi completamente elettronici".Per i rappresentanti sindacali non e' accettabile che "invece di prendere in seria considerazione le segnalazioni dei RLS ed affrontare i problemi, la risposta aziendale resti elusiva nel merito e minacciosa nel metodo". Come lavoratori e RLS - si legge ancora nella lettera - "abbiamo il dovere di vagliare ogni ipotesi anche quella dell'usura o del deficit di manutenzione o di progettazione.
C'e' amarezza nella categoria perche' si parla tanto di sicurezza sui treni e sul lavoro, ma abbiamo la sensazione che chi sui treni non ci lavora, non abbia la percezione della reali condizioni in cui sono. Infine - concludono i delegati alla sicurezza - facciamo appello a Voi, anche tenuto conto dell'incomprensibile rinvio a data da destinarsi dell'incontro sindacale programmato proprio sul tema dei treni spezzati, affinche' possa aprirsi con i RLS , anche in Trenitalia, un dialogo costruttivo, nel rispetto dei ruoli e della sicurezza sia dei lavoratori che degli utenti di questo servizio pubblico di interesse generale".





Questo e molto altro ancora su:
www.latalpadimilano.it


è un problema talmente sottovalutato che sta creando problemi al gruppo CISALPINO
(che chiaramente non possono confermarlo, per ovi motivi) però posso confermarvi che esiste il sito cessoalpino dove viene evidenziato i problemi di questo treno made in italy!.

se RFI, Trenitalia, volessero scrivere qualcosa a riguardo sarò ben contento di pubblicarlo giusto per avere un confronto CHIARO e per mettere al corrente il popolino (visto che non protestano mai...).