Eurostar spezzato in due, il caso è chiuso: le FS avevano ragione...(strano?!?)
iconosciuto la totale fondatezza delle spiegazioni diffuse dal Gruppo FS già nelle ore successive all’episodio.
campagna contro la pretesa mancanza di sicurezza sui treni Eurostar. Trenitalia aveva immediatamente precisato che l’inconveniente non avrebbe potuto, anche volendo, verificarsi in viaggio e che, in ogni caso, da quel momento in poi le procedure sarebbero state modificate per evitare la possibilità del ripetersi anche dell’errore umano. Il tempo ha dato ragione alla difesa orgogliosa delle FS di quell’incontestabile primato nella sicurezza riconosciuto, ormai da tempo, a livello internazionale.
Pendolini: la Cisalpino corre ai ripari...
paritetica tra Trenitalia e FFS, ha deciso un investimento straordinario di 3 milioni di euro per la manutenzione dei convogli ad assetto variabile, talmente soggetti a guasti da essere stati sostituiti sulla tratta Basilea-Domodossola da treni tradizionali.
un disastro chiamato Cisalpino...
drammatiche. Il treno Cisalpino 158 che partiva alle 19.10 da Milano ed era diretto a Zurigo è morto praticamente dopo 40 minuti di viaggio. Esattamente alla stazione di Chiasso. Un'ennesima odissea per i viaggiatori diretti a Zurigo, ma anche per molti ticinesi che avevano approfittato di una domenica di saldi milanesi per fare shopping. Per quest'ultimi il viaggio che sarebbe dovuto durare solamente un'ora, è praticamente durato il doppio: due ore. Il Cisalpino è arrivato a Chiasso con 20 minuti di ritardo e si è fermato alla stazione di confine per quasi 30 minuti, obbligando i passeggeri a scendere dal convoglio e a proseguire il viaggio a bordo di un treno regionale.
"Siamo arrivati a Lugano alle 21.10, anzichè alle 20.10 - si sono lamentati diversi viaggiatori - nessuno ci ha spiegato che tipo di guasto avesse subito il Cisalpino, ci hanno solo detto che dovevamo scendere e che avremmo trovato un altro treno. È la seconda volta che ci capita. È capitato anche prima di Natale, e a raccontarlo che a distanza di pochi giorni siamo rimasti due volte bloccati si fa fatica a crederci".
malcontento cresce di giorno in giorno, un sentimento che ha coinvolto pienamente anche i viaggiatori svizzeri dopo che la galleria di base del Lötschberg - poco prima di Natale - è rimasta bloccata per due ore a causa di un treno Cisalpino rimasto in panne nella stazione di soccorso di Ferden (VS).
Chiasso, i posti a rischio alla stazione internazionale ...
Le FS? La ricetta con Cipolletta fa piangere...
ai 320 km all'ora, interesserà secondo varie stime non più del 5% dei viaggiatori italiani su una linea costata mediamente 32 milioni di euro al chilometro secondo la stessa Trenitalia (ma valutazioni indipendenti parlano 60,7 milioni di euro, contro i neppure 10 milioni di Francia, Spagna o Giappone per opere simili). Ma per le Ferrovie Italiane e i loro vertici, l'amministratore delegato Mauro Moretti e il presidente Innocenzo Cipolletta, restano un fiore all'occhiello. L'unico, con cui sperare di approdare a Piazza Affari, possibilmente dopo aver chiuso "un 2008 - fa sapere Cipolletta in sostanziale pareggio" (la perdita si sarebbe ridotta a 60 milioni di euro rispetto ai 409 del 2007 e al rosso da 2,11 miliardi del 2006, secondo quanto dichiarato dallo stesso Cipolletta). "Non abbiamo risolto tutti i problemi - concede, bontà sua, l'economista - ma siamo riusciti a risanare
l'azienda e lanciare l''alta velocità" spiega il manager, dimenticandosi forse che di alta velocità si parla in Italia dal 1939, quando un ETR200 sulla tratta Firenze-Milano toccò l'allora ragguardevole velocità di 203 km/ora.

Lazio: il maltempo rallenta la circolazione dei treni
La compatibilità del procedimento con le norme dell'UE deve però essere convalidata da una perizia. L'AUA ha annunciato un buco da oltre un miliardo di euro, che lo Stato si è detto disposto a coprire per metà.
particolari dell'accordo, che saranno finalizzati nelle prossime settimane. La compagnia austriaca soffre per un debito di oltre un miliardo di euro e bisognera' trovare una intesa sulla quota che sara' in carico a Lufthansa e su quella che si accollera' Vienna.


velocità Etr 485/36, ha subito, in corsa, un grave guasto agli organi di trasmissione, analogo a quelli avvenuti nei mesi scorsi».
pubblica ed alla magistratura i precedenti incidenti e mancati incidenti agli Eurostar, sono state utilizzate come pretesto per licenziare il macchinista ed Rls Dante De Angelis. Chiediamo che l'azienda chiarisca al più presto quali siano le cause di questo guasto ricorrente e che adotti misure risolutive visto che quelle adottate fin'ora non hanno risolto la questione». (Adnkronos) 15-SET-08
ROMA — C'era una volta una compagnia aerea che perdeva 25 mila euro l'anno per ognuno dei suoi dipendenti. Che aveva 5 (cinque) aerei cargo sui quali si alternavano 135 (centotrentacinque) piloti. Che arrivò ad avere un consiglio di amministrazione composto di 17 poltrone: tre per i sindacalisti e una assegnata, chissà perché, al Provveditore generale dello Stato, l'uomo incaricato di comprare le matite, le lampadine e le sedie dei ministeri.
Che istituì perfino una commissione di otto persone per decidere i nomi da dare agli aeroplani: e si possono immaginare i dibattiti fra i sostenitori di Caravaggio e quelli di Agnolo Bronzino. Che in vent'anni cambiò dieci capi azienda, nessuno uscito di scena alla scadenza naturale del suo mandato. E che negli ultimi dieci anni ha scavato una voragine di tre miliardi chiudendo un solo bilancio in utile, ma unicamente grazie a una gigantesca penale che i preveggenti olandesi della Klm preferirono pagare pur di liberarsi dal suo abbraccio mortale.
C'era una volta, appunto. Perché una cosa sola, mentre scade l'ultimatum di Augusto Fantozzi, è certa: quella Alitalia lì non c'è più. La corsa disperata di cui parlò Tommaso Padoa-Schioppa quando ancora confidava di poter passare la patata bollente ad Air France, dicendo di sentirsi come «il guidatore di un'ambulanza che sta correndo per portare il malato nell'unica clinica che si è dichiarata diposta ad accettarlo», è comunque finita. E con quell'ultimo viaggio, fallito in modo drammatico, si è chiusa un'epoca. Con un solo rammarico: che la parola fine doveva essere scritta molti anni prima. Se soltanto i politici l'avessero voluto.
Già, i politici. Ricordate Giuseppe Bonomi? Politico forse sui generis, leghista e oggi presidente della Sea, ora ha chiesto all'Alitalia 1,2 miliardi di euro di danni perché la compagnia ha deciso di lasciare l'aeroporto di Malpensa. Anche lui è stato presidente dell'Alitalia: durante la sua presidenza la compagnia prossima ad essere «tecnicamente in bancarotta», per usare le parole del capo della Emirates, Ahmed bin Saeed Al-Maktoum, sponsorizzò generosamente i concorsi ippici di Assago e piazza di Siena. Alle quali Bonomi, provetto cavallerizzo, partecipò come concorrente. Ma senza portare a casa una medaglia. Ritorno d'immagine? Boh.
E ricordate Luigi Martini? Ex calciatore della Lazio, protagonista dello storico scudetto del 1974, chiusa la carriera sportiva diventò pilota dell'Alitalia. Poi parlamentare e responsabile trasporti di Alleanza nazionale: ma senza smettere mai di volare. Per conservare il brevetto gli fu concesso di mantenere anche grado e stipendio. Faceva tre decolli e tre atterraggi ogni 90 giorni, quando gli impegni politici lo consentivano, pilotando aerei di linea con 160 passeggeri a bordo. Inconsapevoli, probabilmente, che alla cloche c'era nientemeno che un parlamentare in carica. Questa sì che era degna di chiamarsi italianità. In quale altro Paese sarebbe stato possibile?
Domanda legittima anche a proposito di quello che accadde nel 2002, quando con la benedizione di Claudio Scajola venne istituita una linea quotidiana Alitalia fra Fiumicino e Villanova D'Albenga, collegio elettorale dell'allora ministro dell'Interno. Numero massimo di passeggeri, denunciò il rifondarolo Luigi Malabarba, diciotto. Dimesso il ministro, fu dimessa anche la linea. Ripristinato il ministro, come responsabile dell'Attuazione del programma, fu ripristinato pure il volo: in quel caso da Air One, con contributi pubblici. Volo successivamente abolito dopo la fine del precedente governo Berlusconi e quindi ora, si legge sui giornali, riesumato per la terza volta.
Ma politici e flap in Italia hanno sempre rappresentato un connubio spettacolare. Lo sapevano bene i 9 sindacati dell'Alitalia, che non a caso nei momenti critici, ha raccontato al Corriere Luigi Angeletti, regolarmente pretendevano di avere al tavolo il governo, delegittimando la controparte naturale, cioè l'amministratore delegato. E i ministri regolarmente si calavano le braghe. Forse questo spiega perché mentre tutte le compagnie straniere, alle prese con le crisi, tagliavano il personale e riducevano i costi, all'Alitalia accadeva il contrario.
Nel 1991, dopo la guerra del Golfo, si decisero 2.600 prepensionamenti. Poi arrivò Roberto Schisano, che diede un'altra strizzatina, e i dipendenti scesero nel 1995 a 19.366. Armato di buone intenzioni, Domenico Cempella nel 1996 li portò a 18.850. Nel 1998 però erano già risaliti a 19.683. L'anno dopo a 20.770. E nel 2001, l'anno dell'attentato alle Torri gemelle di New York, si arrivò a 23.478. Poi ci si stupì che per 14 anni, fino al 1999, fosse stato tenuto in vita a Città del Messico, come denunciò l'Espresso, un ufficio dell'Alitalia con 15 dipendenti, nonostante gli aerei avessero smesso di atterrare lì nel lontano 1985. Come ci si stupì che gli equipaggi in transito a Venezia venissero fatti alloggiare nel lussuoso Hotel Des Bains del Lido, con trasferimento in motoscafo. O che per un intero anno (il 2005) la compagnia avesse preso in affitto 600 stanze d'albergo, quasi sempre vuote, nei dintorni dell'aeroporto, per gli equipaggi composti da dipendenti con residenza a Roma ma luogo di lavoro a Malpensa. Per non parlare della guerra sui lettini per il riposo del personale di bordo montati sui Jumbo, al termine della quale 350 piloti portarono a casa una indennità di 1.800 euro al mese anche se il lettino loro ce l'avevano. O dell'incredibile numero di dipendenti all'ufficio paghe del personale navigante, che aveva raggiunto 89 unità. Incredibile soltanto per chi non sa che gli stipendi arrivavano a contare 505 voci diverse.
FEGATO: (...) Quadro complessivo di epatite cronica persistente con focali segni di attività.
(...)
4) I DATI DEGLI ESAMI CHIMICO-TOSSICOLOGICI
(...) risulta che nel sangue di Carlo Giuliani fossero esclusivamente presenti tracce di Metadone. Non si riscontrava invece la presenza di eroina, cocaina, anfetamine, barbiturici, benzodiazepinici ed alcool.
(...)
I complementari esami istologici, (...), dimostravano quadro complessivo di epatite cronica persistente, con focali segni di attività.
Gli esami chimico-tossicologici evidenziavano la presenza di metadone in tracce nel sangue del soggetto.
In gravi condizioni ferroviere italiano
Vi sono forse motivi passionali dietro al ferimento grave di un ferroviere italiano alla stazione internazionale a Ponte Chiasso. Il fatto è successo questa mattina all’alba.
L’uomo, di 45 anni, è stato raggiunto alle spalle da una coltellata infertagli da un collega quarantenne che gli avrebbe dovuto dare il cambio. A chiamare i soccorsi è stato lo stesso aggressore, poi rinchiuso al carcere del Bassone con l'accusa di tentato omicidio..Il ferroviere ferito è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. La prognosi è riservata. La polizia sta ancora cercando il coltello che l’aggressore dice di aver gettato in un cantiere della zona.
(fonte: rtsi.ch)
10.08.2008, 13:05 | Quasi metà degli Svizzeri è favorevole al raddoppio del tunnel del san Gottardo. Lo afferma un’inchiesta realizzata dall'istituto di ricerca Isopublic di zurigo e pubblicata oggi dalla SonntagsZeitung. Secondo lo studio, il 47% degli interpellati sarebbe d’accordo ad aprire una seconda galleria autostradale. Contrario il 36%, indeciso il rimanente 17%.
Intanto l'Iniziativa delle alpi afferma di non dare molto peso a questo sondaggio, per l'esiguità del campione intervistato (500 persone) e per il fatto che non siano stati interpellati i ticinesi. La volontà popolare, d'altra parte, è gia stata espressa nel 2004, ha ricordato l'associazione ai microfoni della RSI. Nel 2004 infatti il 62% del popolo svizzero aveva respinto l'iniziativa "Avanti!" per il raddoppio della galleria.
Il consigliere nazionale UDC Ulrich Giezendanner, commentando l'inchiesta sulla SonntagsZeitung, ritiene che oggi gli elvetici favorevoli sono aumentati, perché "le colonne diventano sempre più lunghe e frequenti, e in secondo luogo la Confederazione ha fatto credere troppo a lungo che avrebbe avuto luogo un trasferimento del traffico". Di diverso avviso il consigliere nazionale socialista e rappresentante dell'Inziativa delle alpi Andrea Hämmerle. Le attuali colonne potrebbero effettivamente essere il motivo del cambio di opinione, ha affermato, ma "non appena vengono presentati argomenti seri, non c'è piu traccia di maggioranze popolari".
Intanto dal Ticino il presidente del consiglio di Stato Marco Borradori si inquieta per gli ulteriori problemi viari che potrebbero derivare dai lavori di risanamento della galleria, previsti per il 2020. "È per noi fondamentale che il tunnel resti aperto almeno parzialmente", ha dichiarato al domenicale il responsabile del Dipartimento del territorio.
sono arrivate a essere uguali a quelle del terzo mondo (senza offesa al terzo mondo!) . ETR450 -4xx con problemi strutturali SERI, per non parlare di mancanza di Locomotive che abbiamo in questo paese, tanto che non si riesce neanche a fermarne una per una semplice manutenzione!!!! 
e poi vedi in Austria e Svizzera locomotive in Doppia!!!!! , ora vi posto una e-mail che mi è arrivata da un gruppo di ferrovieri e che mettono in evidenza il grave problema della SICUREZZA su questi treni.


